Caccia alla plastica: le nuove frontiere della raccolta in mare

Updated: Jul 7, 2020

Che cosa accade alla plastica quando finisce in mare? La risposta a questa domanda non è così semplice e potrebbe stupirvi. Tra correnti oceaniche, isole di immondizia e sistemi innovativi di raccolta e riciclo, c’è tutto un mondo galleggiante da scoprire.



Attualmente più di 5 trilioni di pezzi di plastica galleggiano sugli oceani del pianeta. I rifiuti si accumulano in 5 principali aree geografiche a causa delle correnti marine. La più grande ed estesa di queste è la cosiddetta “Great Pacific Garbage Patch” (“Grande Chiazza di Immondizia del Pacifico”), localizzata tra il Giappone e il Nord America. Questa enorme isola di plastica si è formata negli anni seguendo il corso di una corrente oceanica chiamata “Vortice Subtropicale del Nord Pacifico” che ruota in senso orario intorno ad un’area di 20 milioni di chilometri quadrati. Questi accumuli di rifiuti plastici non solo rischiano di inquinare l'ambiente marino ma anche di trasformarsi in microplastiche e arrivare sulle nostre tavole. (Se no se non hai ancora letto l'articolo “Il sapore della plastica: i rifiuti sulla nostra tavola” vai a scoprirlo cliccando sul link). Se quindi da un lato risulta evidente il bisogno di rimuovere queste isole di rifiuti, dall'altro il problema è che i costi per farlo rischiano di essere elevatissimi. Inoltre, si è stimato che per raccogliere i rifiuti che costituiscono il Great Pacific Garbage Patch con metodi convenzionali quali navi e reti, si impiegherebbero migliaia di anni e decine di miliardi di dollari. L'idea originale di “The Ocean Cleanup” permette di rimuovere i rifiuti in modo “passivo” e stima di rimuovere il 50% del Great Pacific Garbage Patch in soli 5 anni e a una piccola frazione dei costi previsti. Fondata nel 2013 dall'inventore olandese Boyan Slat a soli 18 anni, The Ocean Cleanup è una fondazione no-profit composta da un team di più di 90 ingegneri, ricercatori e scienziati che lavorano ogni giorno con l’obiettivo di eliminare la plastica dagli oceani di tutto il mondo.


L’innovativo metodo di raccolta passivo


Questo sistema innovativo prevede la costruzione di una “linea costiera” artificiale e galleggiante, che permette di accumulare la plastica e i detriti distribuiti su milioni di chilometri quadrati. Il metodo di raccolta può essere definito come passivo in quanto esso sfrutta tre forze oceaniche per operare: le correnti, le onde, e il vento. Le correnti marine permettono alla barriera galleggiante di muoversi insieme alla plastica e raggiungere autonomamente le aree di maggior accumulo dei rifiuti. Le onde e il vento invece, fanno si che la barriera avanzi più rapidamente dei rifiuti stessi, che sono spinti avanti solamente dalla forza delle correnti. Inoltre, i detriti vengono bloccati non solo a livello della superficie, ma anche fino a tre metri di profondità, senza però nuocere alla salute dei pesci che nuotano in quelle acque. Queste particolarità rendono il sistema galleggiante un “cacciatore” di rifiuti instancabile che opera in modo ecologico e dinamico. Una volta concentrata la plastica nelle barriere galleggianti essa viene imbarcata su navi e portata a riva per essere riciclata.


Ripulire i fiumi per ripulire i mari...


I fiumi sono la fonte principale dei detriti plastici che finiscono negli oceani. Essi infatti sono le arterie che trasportano l’immondizia dalla terra al mare. Alcune ricerche dimostrano che solo 1000 fiumi del mondo sono responsabili di circa l’80% dell'inquinamento. Essi rappresentano quindi buona parte del problema e agendo su di essi si potrebbe prevenire l’accumulo marino di materie plastiche. È proprio questo il secondo ambizioso obiettivo di Ocean Cleanup, che ha ideato alcune barriere galleggianti per la raccolta dei rifiuti fluviali. Il cosiddetto “Interceptor” è un macchinario che raccoglie la plastica in modo autonomo e green: esso è alimentato al 100% da energia solare. Ancora una volta l’obiettivo finale è quello di riciclare e riutilizzare i materiali raccolti.



Un'ottica circolare


L’esempio di Ocean Cleanup evidenzia l’importanza del riciclo dei materiali plastici. Infatti, la plastica che inquina ogni giorno gli oceani e i fiumi del mondo può essere recuperata, riciclata e riutilizzata. Sono questi i fondamenti di un’economia circolare che si propone di ridurre gli impatti ambientali in modo efficace ed efficiente. Per noi di Soluzioni Plastiche riciclare la plastica significa “riaprire il cerchio”, e dare nuova vita a questa risorsa preziosa. Ciò che ne consegue è la creazione di prodotti innovativi che possiedono un valore aggiunto per l’ambiente e la società.

Fonti:

https://www.nationalgeographic.org/encyclopedia/great-pacific-garbage-patch/


https://theoceancleanup.com/



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