Come si leggono i simboli "nascosti" sulle confezioni di plastica?

Updated: Jul 7, 2020

“E questo dove lo butto?” Tutti noi almeno una volta ci siamo fatti questa domanda prima di gettare l'involucro o la confezione dei nostri alimenti. Imparare a leggere il “codice” del riciclaggio può aiutarci a fare una raccolta differenziata semplice ed efficace!


Se prestiamo attenzione sulle etichette di ogni pacchetto di plastica sono presenti dei simboli: figure geometriche, numeri e loghi che sono molto simili tra di loro. Ognuno di questi simboli ha una funzione ben precisa. Gli imballaggi di plastica infatti non sono tutti uguali, si differenziano per proprietà di utilizzo, smaltimento e composizione chimica.




Ciclo di Möbius

Il ciclo di Möbius è il simbolo internazionale del riciclaggio. Se il simbolo appare da solo significa che il materiale è riciclabile e che la confezione è costituita con il 100% di materiale riciclato. Invece se all'interno di esso troviamo un valore percentuale significa che l'imballaggio è costituito solo nella parte indicata da materiale riciclabile, ad esempio solo il 65% della confezione è costituita da materiale riciclato.


Green Dot

Il simbolo è stato introdotto in Germania nel 1991 dalla Duales System Deutschland GmbH (DSD) a seguito dell'introduzione di una normativa sui rifiuti che imponeva ai fabbricanti di occuparsi anche dello smaltimento finale dei propri prodotti, dopodiché è stato adottato anche da molti paesi dell'Unione Europea.

Il "punto verde"indica che l'imballaggio è prodotta da un'azienda che aderisce a un sistema integrato di recupero efficiente secondo l'organizzazione europea

Pro Europe (Packaging Recovery Organization Europe).

Qualsiasi sistema di recupero e riciclo può diventare partner di Pro Europe ed esporre questo simbolo. Attualmente l'Italia non è partner di questa organizzazione e quindi generalmente i prodotti italiani non lo espongono.

Da noi in Italia esiste il CONAI (Consorzio per il Recupero degli Imballaggi) che si occupa del riciclo e del recupero, garantendone l'efficienza.


Marchio "Compostable"

Indica che l'imballaggio è computabile secondo l'organismo tedesco di certificazione DIN CERTCO. Lo scherma di certificazione non è riconosciuto dall'Italia ma questo simbolo può comunque essere ritrovato in prodotti che provengono dal mercato estero.

In Italia esiste il simbolo del Consorzio Italiano Compostatori (CIC).


"Non disperdere nell'ambiente"

L'omino che getta il rifiuto in un cestino, conosciuto all'estero come "Tidy man", rappresenta un invito generico a non disperderlo nell’ambiente dopo l’uso.

Ci ricorda che i rifiuti non vanno abbandonati nell’ambiente ma riposti negli appositi bidoni. Il simbolo può essere accompagnato o sostituito dalla dicitura “Non disperdere nell’ambiente”. Secondo il Decreto Ministeriale 28/06/89 doveva obbligatoriamente essere chiaramente visibile il pittogramma o la scritta che invitasse a non disperdere gli imballaggi nell'ambiente. Tale decreto non è più in vigore dal 2003, ma è ancora possibile esporre la figura negli imballaggi del settore alimentare.


RAEE - Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Indica che il prodotto contiene sostanze pericolose e non può essere gettato insieme ad altri rifiuti e che quindi deve essere smaltito all'ecocentro. Si tratta di rifiuti particolari che comprendono qualsiasi apparecchiatura elettrica o elettronica guasta, inutilizzata, obsoleta o comunque destinata all’abbandono. Fanno parte di questa famiglia i grandi e i piccoli elettrodomestici, le apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, quelle destinate al consumo e all’illuminazione, alcuni giocattoli, gli strumenti per lo sport e il tempo libero, i distributori automatici, gli apparati di monitoraggio e controllo, alcuni dispositivi medici non infetti.


"Chasing Arrows"


Questo simbolo che sembrano delle frecce che si inseguono e contiene una serie di sigle e numeri, non fornisce indicazioni circa la riciclabilità del prodotto o della confezione, ma è un’indicazione del materiale utilizzato per produrlo.


Le abbreviazioni più frequenti sono: ACC/ FE = acciaio;

AL /ALU = alluminio;

CA = carta;

PE = polietilene;

PET = polietilene tereftalato;

PP = polipropilene;

PS = polistirene;

PVC = polivinilcloruro;

VE = vetro.


I numeri presenti all'interno della figura, numerati da 1 a 6, indicano il tipo di plastica utilizzata secondo un codice prestabilito. Tale numerazione è stata stabilita dalla Society of Plastics Industry nel 1988 per favorire il riciclo dei materiali plastici per uso domestico e prevede soli 7 codici numerici.

1. Polietilene tereftalato (poliestere) - PET o PETE

Principalmente utilizzato per fini alimentari come bottiglie per acque minerali, bottiglie per bevande, bottiglie per altri liquidi alimentari, ma anche per palloni sonda, tessuti, bicchieri. Si tratta di un materiale molto leggero (circa 40 grammi per bottiglia da 1,5 litri), infrangibile e la sua composizione chimica lo rende riciclabile al 100% e in misura praticamente illimitata.

Il PET viene indicato con simbolo recante il suo nome all’interno di un cerchio o poligono esagonale, spesso con simbolo triangolare del riciclo, la cui variante prevede al suo interno la presenza del numero 1 (con o senza sigla)


2. Polietilene (alta densità) - HDPE o PE-HD

È una resina termoplastica ottenuta dalla polimerizzazione dell’etilene.In alcune occasioni, il produttore specifica se si tratta di PE ad alta densità (HDPE, PE-HD) o a bassa densità (LDPE, PE-LD), nel qual caso lo si può trovare indicato anche con il numero 2 o 4 a seconda che sia del primo o del secondo tipo, posti all’interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare.

A seconda della lavorazione, i prodotti finali possono essere: contenitori per detergenti, nastri adesivi, fogli e film, bottiglie, tubi, giocattoli, contenitori degli yogurt, sacchetti (per la spesa, per l’immondizia e per surgelare i cibi).


3. Cloruro di polivinile - PVC

Sostanza plastica appartenente alla famiglia delle termoplastiche. A differenza dei precedenti, il PVC ha una consistenza gommosa: serve per produrre bottiglie, tapparelle e tubazioni, materiali per imballaggi, finte pelli, giocattoli, parti di automobili, nastro isolante, fili elettrici, ecc.


4. Polietilene (bassa densità) - LDPE o PE-LD o LLDPE


5. Polipropilene - PP

Chiamato anche Moplen, anche questo fa parte alla famiglia delle termoplastiche. Viene utilizzata per realizzare un altissimo numero di oggetti, tra cui contenitori, oggetti di arredamento e per la casa, flaconi per detersivi, giocattoli, siringhe ecc. Lo si può trovare indicato anche con il numero 5 all’interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare.


6. Polistirolo - PS

Il Polistirolo o Polistirene è un ulteriore materiale termoplastico. Ottenuto quale derivato dal petrolio con aggiunta di pentano, ha un utilizzo specifico come isolante nelle costruzioni, così come protezione nell’imballaggio di merci e prodotti. Lo si può trovare indicato anche con il numero 6 all’interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare.


7. Altri polimeri

Altri polimeri plastici generici vengono indicati col numero 7 all’interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare, con la dicitura “Altri” oppure “PI” che significa genericamente materiali poliaccoppiati: non sono plastica, ma accoppiamenti di materiali di diverso tipo non separabili, ad esempio carta-plastica, plastica-alluminio, carta-alluminio, tipici esempi di impiego sono i cartoni del latte, dei succhi di frutta, i famosi tetrapack, ma anche la carta dei salumi, del pollo arrosto, la confezione del caffè, alcune bustine per medicine ecc. È importante segnalare che queste sostanze non sono riciclabili, e sono quindi da smaltire di conseguenza.


Marchio Ecolabel

È il marchio europeo di certificazione ambientale. Viene concesso ai prodotti e agli imballaggi che vengono creati nel totale rispetto dei criteri ecologici definiti dal regolamento dell'Unione Europea. Costituisce un certificato di eccellenza rilasciato solamente ai prodotti con un basso impatto ambientale.



Il riconoscimento dei simboli, utilizzati per lo smaltimento di un imballaggio ha lo scopo di informarci ed aiutarci a colpo d’occhio al corretto recupero dei materiali di cui è composto un rifiuto. Ma non solo, anche ad acquistare prodotti ad impatto ecologico più basso ed in generale a favorire il riciclo ed il recupero degli imballaggi.


Raccontateci le difficoltà che incontrate nel fare la raccolta  differenziata e saremo felici di potervi aiutare. Buona raccolta differenziata a tutti!

Fonti:

https://www.ehabitat.it/2017/01/09/simboli-di-riciclabilita-per-corretta-raccolta-differenziata/


https://rifiutologia.it/come-fare-la-raccolta-differenziata-simboli-codici-riciclo/

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