PlayCast: un gesso ortopedico in plastica derivata da fibre vegetali

A chi non è mai capitato di dover mettere il gesso ortopedico o conoscere qualcuno che l’ha messo e sentirlo lamentare per il fastidio provocato da questo strumento? Con PlayCast non sarà più così.




È tutta italiana l’innovazione in campo ortopedico portata alla luce da PlayCast, una start-up nata a Padova nel 2018 che ha brevettato un gesso ortopedico creabile con la stampante 3D.

Le tecniche utilizzate dal gesso tradizionale, brevettato nel 1851, infatti sono rimaste quasi immutate da allora, come i suoi difetti: l’ingombro e il fastidio provocato al paziente. Da adesso però non sarà più un problema, è stata avviata infatti la sperimentazione negli ospedali e centri riabilitativi del Veneto di questo nuovo gesso ortopedico.

I fondatori Jacopo Lazzaro (architetto), Davide Ranaldo (chirurgo ortopedico) e Nicola Trevisan (che cura la parte finanziaria) hanno deciso di porre rimedio ai limiti imposti dal gesso tradizionale studiando il PLA una plastica derivata da fibre vegetali, riciclabile e biodegradabile. Questo materiale, personalizzabile anche nei colori, permette alla pelle di traspirare, non da problemi di allergie e, grazie alla struttura traforata, il paziente può continuare a fare attività fisica, andare in piscina, al mare o semplicemente potersi lavare senza bisogno di coprire il gesso con sacchetti di plastica. Grazie alla chiusura brevettata delle due parti che compongono il gesso, inoltre, il medico sarà in grado di sapere se il paziente lo rimuove o lo manomette coprendo così anche una serie di problemi di natura assicurativi.





Questo progetto, portato avanti per anni in fase sperimentale, è stato affiancato da Start Cube una struttura dell’università di Padova nata per agevolare la nascita di nuove imprese.

I fondatori hanno riscontrato inizialmente un paio di problemi riguardanti la scansione e l’adattamento alle stampanti 3D.

Per la scansione, infatti, per creare il gesso su misura, è difficile pensare che un bambino con un arto rotto possa rimanere fermo nella stessa posizione per più di 30 secondi, necessari a fare la scansione con metodi tradizionali; per risolvere questo problema è stato sviluppato uno scanner modulare, in grado di lavorare su qualsiasi parte del corpo e che scatta foto istantanee da cui ricava il modello per la stampa 3D.




Il secondo problema è stato adattare il progetto alle stampanti 3D, infatti, per ora i modelli sono compatibili con qualsiasi stampante ma ci vogliono ore per avere il prodotto finito per questo si sta studiando di sviluppare una stampante adatta allo scopo che impieghi meno tempo e risorse.



Infine un altro vantaggio di questo gesso rispetto a quello tradizionale è il costo, infatti il PLA ha costi molto contenuti e gli strumenti per crearlo non hanno bisogno di personale altamente qualificato (quali i gessisti nel caso del gesso tradizionale); inoltre, il fatto che il gesso sia fatto su misura del paziente riduce le problematiche di intorpidimento e cedimento del gesso che di solito portano il paziente a tornare in clinica.



Fonti:

https://www.playcast.it/#overview

https://www.wired.it/economia/start-up/2018/08/04/playcast-gesso-3d/

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